La notte del crollo: il destino segnato del vecchio campanile
La medievale chiesa plebana di Santa Maria rimase nelle sue forme originarie per secoli, finché si verificò un evento destinato a cambiarne totalmente le sorti.
Pioveva da diversi giorni quando, la sera del 28 novembre 1878, l’antica torre campanaria – collocata sul lato nord-ovest della chiesa – crollò su se stessa danneggiando anche quest’ultima.
Il dilemma dei Tregnaghesi: restaurare o spostare la chiesa?
Dopo l’episodio i Tregnaghesi si posero il dilemma se restaurare l’antico tempio o se costruirne uno nuovo, magari in una posizione più centrale rispetto al nucleo abitato. Alcuni avrebbero voluto costruire una chiesa nuova nella piazza del Mercato, l’attuale piazza Abramo Massalongo. Altri proposero una costruzione nuova sul luogo della precedente, perché lì c’erano già l’oratorio di San Martino, la sacrestia e la canonica secolari.
Il progetto Gottardi e il recupero dell’antico
Prevalse quest’ultima soluzione. Angelo Gottardi, abate e architetto di altre chiese nel Veronese, preparò il progetto mentre alcune parti ornamentali furono disegnate dall’ingegner Giovanni Franchini Stappo.
Dapprima venne costruito l’edificio nel suo insieme, compreso l’altare della Madonna, patrona della pieve e della parrocchia, in posizione laterale così com’è oggi, poi si adattarono gli arredi precedenti che potevano ancora essere utilizzati.
Solo qualche anno dopo si iniziò a pensare ad un nuovo campanile il cui progetto fu affidato al tregnaghese Orseolo Massalongo, figlio del noto naturalista Abramo.
Nel complesso il nuovo tempio terminato nel 1880 si fondava sui basamenti dell’antico per le mura perimetrali e il basamento delle colonne e dei pilastri; solo poche colonne erano su fondamenta nuove, ma si era provveduto ad allungarlo in direzione del monte retrostante. All’interno fu collocato anche l’antico battistero datato 1439.
In un primo tempo non venne costruita una facciata, ma si adattò alla nuova chiesa, almeno nella parte inferiore, il muro antico. Si mantenne, cioè, la porta semplice e il soprastante protiro.
Nel 1889, fu edificato il campanile e vi furono collocate le campane rimaste quasi intatte nella caduta della vecchia torre. La novità in questo caso fu la sua collocazione, non più dove era stato per secoli, bensì sul lato sud-est della chiesa.
Il terremoto del giugno del 1891 danneggiò parecchi edifici in paese, ma nelle cronache dell’epoca non esistono riferimenti a danni alla nuova chiesa e al campanile.
Il nuovo volto del 1922: tra ispirazioni artistiche e facciata monumentale
Dopo qualche decennio dalla costruzione, si decise di allungare le navate e di costruire la facciata per la quale fu messo in atto il progetto dell’ingegnere Giovanni Franchini Stappo, già disegnatore del pulpito.
Le decorazioni interne della chiesa furono realizzate dai pittori Gaetano Miolato e Francesco Rigodanzo, che si ispirarono a quelle della chiesa veronese di Santa Anastasia[i]. I lavori terminarono nel 1922.
[i] Le notizie sulla chiesa sono tratte da una ricerca effettuata da mio fratello: P. MILLI, La pieve di Santa Maria di Tregnago dalla matrice antica alla parrocchiale odierna. Le origini, le vicende, le persone, Studio Teologico San Zeno di Verona, a.a. 2000-2001, rel. D. DANIELE COTTINI.

