La geografia della valle: il torrente Progno e il clima
La Val d’Illasi ha l’imbocco sulla Regionale 11 Padana Superiore, ad una ventina di chilometri a est di Verona, si estende per una lunghezza di circa trentanove chilometri ed è caratterizzata da vari tipi di paesaggi: da quello di pianura a quello di alta montagna con preponderanza di media e bassa collina. La valle appartiene alla regione Veneto e alla provincia di Verona, tranne una piccola zona, a nord, comprendente le cime dolomitiche del gruppo del Carega, che fa capo al Trentino Alto Adige e alla provincia di Trento. Per gran parte della sua estensione è percorsa da un torrente quasi sempre privo d’acqua in superficie – l’Illasi detto comunemente Progno – che ha la sorgente ai piedi delle pareti rocciose che formano la parte terminale del bacino di Campobrun nel gruppo del Carega e, dopo aver attraversato in un alveo ben definito e con solidi argini prevalentemente in muratura sette comuni (Selva di Progno, Badia Calavena, Tregnago, Illasi, Colognola, Lavagno e Zevio) per una lunghezza di trentacinque chilometri, si immette nell’Adige presso Zevio con le acque dei fiumi Fibbio e Antanello e del canale Lisca.
Il clima della valle è temperato e tipica della zona è la scarsità di piogge che sono concentrate per lo più nei periodi autunnali e primaverili: da qui deriva la denominazione antica di Valsecca. In questi periodi si verificano le piene del Progno che nei secoli scorsi hanno procurato non pochi problemi agli abitanti in altri mesi dell’anno colpiti dalla carenza d’acqua.
Nei secoli la valle prese diverse denominazioni: Val di Tregnago; Valle del Progno; Val Longazeria o Logazeria. La denominazione Valle d’Illasi appare per la prima volta nella carta del territorio veronese realizzata da don Gregorio Piccoli nella prima metà del XVIII secolo.
Il territorio della valle è diviso dal punto di vista amministrativo nei comuni di Colognola ai Colli, Illasi, Tregnago, Badia Calavena e Selva di Progno.
Il comune di Tregnago: unione di antiche comunità
L’attuale comune di Tregnago si estende su una superficie di trentanove chilometri quadrati circa, è situato a metà della valle a 317 metri sul livello del mare, è il secondo comune per estensione dopo Selva di Progno ed è il risultato dell’aggregazione di più comuni in precedenza autonomi. Nell’epoca napoleonica si aggregarono tra loro le comunità di Tregnago, Cogollo e Marcemigo. Nel 1951 anche Centro entrò a far parte di Tregnago come frazione. Le quattro comunità, tuttavia, avevano già avuto in passato molti contatti sia per la vicinanza territoriale sia per la presenza unificante prima dell’abbazia della Calavena e della pieve di Santa Maria e, in seguito, per la costituzione del vicariato dipendente dal comune di Verona, comprendente, oltre a Tregnago, Marcemigo, Cogollo, Centro, Bolca, Vestena e Castelvero.
Urbanistica storica: le strade e le ville di Tregnago
Il paese si estende lungo la vallata da sud a nord tra il torrente Progno e le pendici delle colline. A ovest del corso d’acqua si trova la frazione di Marcemigo. La struttura urbanistica storica di Tregnago è basata su due strade quasi parallele: l’antica via Maestra, attuale via Carlo Cipolla, e l’antica via Pezzòlo, attuale via San Martino, lungo le quali sono sorte le case contadine esposte verso ovest. Le case più antiche e le ville fatte costruire dal XVII secolo in poi da famiglie provenienti dalla città sono invece rivolte verso sud: si creano così tra esse i vicoli che uniscono le due strade principali.
Nei secoli scorsi l’attività più praticata da coloro che risiedevano nella zona è stata l’agricoltura. Tipiche del paesaggio agrario sono le corti, le case rurali e le contrade intorno a cui si dipanano le strade e i campi coltivati.
Il cuore religioso: le tre chiese
Ancora oggi il paese conserva le caratteristiche del passato con le sue tre chiese di cui due, la parrocchiale e antica pieve di Santa Maria e quella della Disciplina o di San Martino, sono situate a nord in una zona ancora periferica e la terza, quella di Sant’Egidio, in posizione centrale.

