Solus ad solam: il “diario d’amore” di Gabriele d’Annunzio

La genesi di un diario privato: l’anno 1908

Solus ad solam è un’opera atipica nella produzione di d’Annunzio, una sorta di diario d’amore che si distingue per la sua genesi drammatica e per il tono lontano dalla solita magniloquenza superomistica.

Il libro non nasce per la pubblicazione immediata, ma come un diario privato scritto nel 1908. d’Annunzio lo redasse durante un periodo di profonda crisi spirituale e fisica, legato alla fine della sua tormentata relazione con la contessa Giuseppina Mancini, chiamata Giusini o Amaranta. La donna era scivolata nella follia a causa del senso di colpa per il tradimento verso il marito, e d’Annunzio visse questo evento con un misto di disperazione e ossessione.

Il titolo latino, che significa Solo a lei sola, suggerisce immediatamente un’intimità esclusiva e quasi religiosa. A differenza del d’Annunzio Vate che si rivolge alle folle, qui troviamo un uomo fragile e spaventato. La prosa è febbrile, frammentaria, quasi un monologo interiore che anticipa la sensibilità del Notturno. Non c’è il trionfo dei sensi, ma il dolore, il senso di colpa e l’ombra della follia che incombe sulla persona amata.

Sebbene scritto nel 1908, il libro fu pubblicato solo nel 1939, un anno dopo la morte del poeta che ne aveva però curato meticolosamente la revisione negli ultimi anni al Vittoriale. Questo rende l’opera un ibrido. È un documento di vita vissuta in tempo reale ma è anche un’opera letteraria rifinita dall’autore ormai anziano che voleva consegnare ai posteri l’immagine di un uomo capace di soffrire profondamente per amore.

Solus ad solam: oltre la maschera del superuomo

Solus ad solam fa parte di quella che viene chiamata la prosa notturna o di memoria. Insieme al Libro segreto, rappresenta il vertice del d’Annunzio che abbandona la maschera del superuomo per esplorare la propria interiorità e la decadenza fisica.

È un’opera particolare perché distrugge il mito dell’infallibilità dannunziana: qui il poeta non è il seduttore implacabile, ma un uomo che assiste impotente al naufragio mentale della donna amata, trasformando il proprio dolore in una preghiera laica e disperata.

L’opera fu pubblicata per la prima volta postuma il 25 marzo 1939 dalla casa editrice Sansoni di Firenze. Questa edizione storica fu curata da Jolanda De Blasi, che ne scrisse la prefazione. Ne esistono diverse varianti: dalla brossura standard alle pregiatissime tirature di lusso in pelle, con riproduzioni di autografi dell’autore.

Dopo la prima uscita, l’opera è stata ripubblicata diverse volte da vari editori. Sebbene un tempo fosse considerato un libro quasi sconosciuto o raro, come lamentavano alcuni critici negli anni ‘50 e ‘60, oggi è facilmente reperibile in libreria grazie alla riscoperta del d’Annunzio segreto.

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